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IN MONTAGNA CON NEONATI: ESCURSIONI IN ALTO ADIGE

Finalmente è arrivata l’estate, dopo un anno non semplicissimo a causa delle varie restrizioni dovute alla pandemia, ho proprio voglia di trascorrere delle vacanze serene e spensierate, cercando di recuperare un po’ il tempo perso in questi mesi, tra regioni rosse e gialle. Inoltre, cosa più importante di tutte, per la prima volta viaggeremo in tre: a marzo, infatti, è nata la nostra piccola Aria! Esclusi da subito viaggi all’estero (abbiamo voluto evitare tamponi vari, possibili quarantene, ecc.), abbiamo optato per le nostre belle montagne: abbiamo trascorso qualche giorno in Valle d’Aosta (e ci torneremo di nuovo a luglio) e circa una settimana a scoprire le bellezze dell’Alto Adige. In questo articolo vi propongo qualche bella escursione da fare con i vostri pupi, perché la montagna con neonati è possibile!

In montagna con neonati: escursioni in Val Gardena

Nella nostra settimana in Alto Adige, abbiamo soggiornato a Castelrotto, sull’altopiano dello Sciliar, a pochi km dalla Val Gardena. Devo dire che, oltre ad essere un paesino davvero molto carino, si è rivelato essere anche un punto strategico per visitare le valli limitrofe.

La prima escursione che abbiamo fatto in Val Gardena è stata quella in VALLUNGA, che si trova nel Parco Naturale Puez-Odle e più precisamente a Selva di Val Gardena. Arrivati al Ristoro La Ciajota, abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio (a pagamento) proprio lì di fianco e abbiamo iniziato la nostra passeggiata muniti di passeggino da trekking (noi abbiamo il Baby Jogger City Miny GT con il quale ci troviamo davvero molto bene!). Già subito dopo il parcheggio la Vallunga si mostra in tutta la sua bellezza, con i due sentieri che si diramano in mezzo ai prati (ma che poi si ricongiungono). Passando davanti alla chiesetta dedicata a S. Silvestro, si può osservare in lontananza il Massiccio del Puez, ma anche il Monte Stevia. Proseguiamo la nostra passeggiata per circa 45 minuti , fino a quando sulla sinistra intravediamo il Lech de Ciampedel te Val, un lago che si forma dal disgelo. Sapete qual è la caratteristica che lo contraddistingue? Che si può vedere solo un paio di settimane all’anno (e c’è chi dice che non tutti gli anni si forma) perché poi scompare. Incredibile, vero?

In montagna con neonati: l'inizio della Vallunga.

Proseguendo per un’altra ventina di minuti circa, si arriva ad un pianoro in fondo alla valle (da lì, poi, si sale per proseguire il trekking su sentieri sicuramente più faticosi); noi, purtroppo, non ci siamo arrivati perché a metà mattina ha iniziato a piovere forte, dunque abbiamo preferito tornare verso il Ristoro. In definitiva, se cercate una passeggiata semplice a prova di passeggino e neonati, sicuramente la verdissima Vallunga fa per voi!

La chiesetta in Vallunga.

Un’altra escursione molto carina da fare in Val Gardena è quella sul MONTE PANA, la cui strada parte da Santa Cristina: Panaraida e Troi Unika faranno impazzire i vostri bimbi! Andare in montagna con neonati spesso preoccupa i genitori, che non sanno bene fin dove “si possono spingere”, quali sentieri fare a misura di bambino…Be qui avrete che l’imbarazzo della scelta! Panaraida è un sentiero avventura composto da diverse stazioni, ognuna delle quali prevede giochi e attività diverse, per un totale di circa 2,5 km: dal labirinto in legno alle altalene appese agli alberi, dal cannocchiale per vedere le cime intorno ai giochi con l’acqua, dalle casette sugli alberi alla funivia di legno. Troi Unika, invece, è il sentiero di arte e natura ed è lungo 1,5 km. Qui troverete diverse installazioni artistiche e alcune frasi di artisti famosi.

In montagna con neonati: io, Valerio e Aria sull'altalena appesa ad un albero, percorso Panaraida.
L'inizio del sentiero Troi Unika, sul Monte Pana.
Il proseguimento del sentiero Troi Unika: la penna a sinistra, sullo sfondo il Sassolungo.

Come ultima escursione in Val Gardena, abbiamo raggiunto i RIFUGI JIMMY e DANTERCEPIES, partendo dal PASSO GARDENA. Il Passo Gardena si trova a circa 2100 metri di altitudine; questo vuol dire che, partendo da Castelrotto (circa 1100m di altezza) abbiamo dovuto affrontare un dislivello di mille metri. “Sei andata fin lassù con un neonato?” “E le orecchie?”. Su instagram ho ricevuto diverse domande come queste ma, ehi, non sono una madre sprovveduta (non ancora almeno!) e mi ero organizzata in modo che Aria non ne risentisse. Innanzitutto, abbiamo fatto due o tre soste lungo il tragitto, in modo tale da farla ambientare un pochino al cambio d’altitudine. Lungo queste soste le abbiamo dato da mangiare, ma la cosa più utile in assoluto è stato l’uso del ciuccio (che per fortuna ogni tanto usa!). Il ciuccio, infatti, è stato molto utile sia in salita che in discesa, permettendole di avere le orecchie sempre “libere”. Una volta arrivati sul passo, ci siamo fermati una mezz’oretta al bar, giusto il tempo di mangiare qualcosa e andare in bagno, così che anche lei si potesse riprendere un attimo. Niente di impossibile dunque!

In montagna con neonati: dal passo Gardena verso il rifugio Dantercepies.

Raggiungere i rifugi ci ha permesso di vedere dei panorami davvero mozzafiato; il gruppo del Cir, il gruppo del Sella e il Sassolungo, solo per citare alcune delle bellezze dolomitiche che si possono osservare da lassù. Il giro ad anello iniziato davanti all’Hotel Cir, ci ha condotti dapprima al Jimmy e poi al Dantercepies (al quale si può arrivare comodamente, in alternativa, tramite la funivia che parte da Selva) per un totale di 3 km circa. È un sentiero che, volendo, potrebbe essere percorso anche con un passeggino da trekking, ma noi abbiamo preferito essere più liberi e utilizzare solo il marsupio (il nostro è il Manduca XT, veramente ottimo!). Che dire, è un giro abbastanza veloce (1.15h circa in totale), ma a noi è piaciuto davvero tanto! Le foto, poi, parlano da sole 🙂

Il rifugio Jimmy dall'alto.
Rifugio Jimmy
In montagna con neonati: il rifugio Dantercepies.
Rifugio Dantercepies

In montagna con neonati: escursione all’Alpe di Siusi

Come si fa a non amare l’Alpe, l’altopiano più grande d’Europa? Qui venivo a sciare quando ero piccola e potete immaginare l’emozione di ritornarci dopo più di vent’anni! 56 km quadrati di bellezze incredibili e sentieri per tutti i gusti. Dal centro di Castelrotto una comoda navetta (19 euro a testa a/r) ci ha portati fino a Compatsch, paese centrale dell’Alpe. In alternativa si può prendere l’ovovia, ma noi abbiamo preferito arrivarci in pullman, proprio per evitare possibili problemi ad Aria. Da Compatsch sono davvero tantissime le escursioni che si possono fare; noi abbiamo deciso di arrivare sino al RIFUGIO EDELWEISS. Dalla fermata dei pullman ci si muove in direzione del centro informazioni, appena prima della casetta di legno si prende la via sulla destra; è una strada completamente asfaltata dunque non si hanno problemi a percorrerla anche con il passeggino. Superato l’hotel Santner (che rimane sulla sinistra) si mostrano subito davanti a noi tre possibilità: a sinistra si va verso Santria, a destra si prosegue per Laurin Hutte, ma la strada che interessa a noi è quella che prosegue dritto, e che ci porterà davanti al rifugio. Noi abbiamo impiegato circa 1.20h per arrivare, un po’ meno a tornare indietro, quindi assolutamente fattibile. Secondo noi l’Alpe di Siusi è un must per tutti coloro che vogliono approcciarsi alla montagna con neonati!

Alpe di Siusi: lo Sciliar.
Verso il rifugio Edelweiss: io e Aria.

In ogni caso, sull’Alpe di Siusi ci sono davvero tantissimi sentieri adatti a chi viaggia con bambini, anche piccoli; qualsiasi strada si decida di prendere, si ha davanti uno spettacolo unico: lo Sciliar da una parte, Il Sassolungo e il Sassopiatto dall’altra, ma anche il Gruppo delle Odle e del Puez, il Gruppo del Sella…una vista a 360 gradi!

La meraviglia delle Odle, in Val di Funes

Le Odle e il rifugio vicino a Malga Zannes.

Erano anni che sognavo di andare a vedere le Odle e finalmente questa volta ci sono riuscita! Il mio desiderio era arrivare a Malga Brogles, ma siccome per non fare un sentiero troppo lungo era necessario prendere la funivia, abbiamo preferito evitare e rimanere più vicini a Malga Zannes, nostro punto di partenza dove abbiamo lasciato l’auto. La nostra intenzione era quella di percorrere il Sentiero Natura Zannes, un percorso ad anello percorribile anche con il passeggino. Ad un certo punto, però, abbiamo sbagliato strada 😀 e quindi alla fine abbiamo deciso di proseguire lungo il sentiero Adolf Munkel. Il sentiero è lungo in totale circa 13-14 km, noi abbiamo percorso solo i primi 4, anche perché poi ha iniziato a diluviare e abbiamo preferito tornare indietro. In ogni caso, è un sentiero davvero molto bello, si è praticamente sotto le Odle! Il primo pezzo è percorribile anche con il passeggino da trekking, ma successivamente no (noi abbiamo utilizzato solo il marsupio).

In montagna con neonati: su sentiero Adolf Munkel, le Odle sullo sfondo, io e Aria.

Ragazzi, questo è stato il nostro viaggetto in Alto Adige. Aria aveva due mesi e mezzo, quindi come vedete andare in montagna con neonati è possibile, anche ad altitudini abbastanza elevate! L’importante è avere alcuni accorgimenti e soprattutto, tanta pazienza 😉

A presto!

Ciarly

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